Il respiro affannoso, per il disperato scatto, viene interrotto dal veder quella strana cosa traslucida, che blocca il mostro, impedendogli di arrivare fino a noi.
"Merda...merda...maledizione..." le parole si ripetono nella mia mente, nel corpo ancora l'adrenalina per il terrore generato dal trovarmi a pochi passi da quell'essere disgustoso.
"Eppure stava funzionando...c'ero quasi riuscita..."Assieme agli altri cerco di riprendere fiato, di calmarmi, per valutare un attimo la situazione.
<< Provo a fare un giro di questa siepe...magari c'è un altro ingresso, più sicuro... >> dico agli altri, cominciando ad incamminarmi.
Purtroppo dopo poco ritorno, sconsolata, non avendo trovato alcun tipo di entrata secondaria.
L'idea di rientrare su quel viale è un brivido di paura che non cenna a voler sparire...ma ormai par chiaro, il nostro obiettivo è entrare in quella casa.
"Devo rischiare, devo fidarmi..." le possibilità sono scarse, e non posso pensare che la situazione si risolverà lavorando da soli. Un'idea si fa pian piano largo, un'idea altamente rischiosa, ma forse l'unica possibilità che abbiamo.
Cominciando a rovistare nello zaino, mi rivolgo Ruari e Mike
<< Proverò a rientrare...stavolta da sola... >> lo sguardo corre da Ruari agli orrendi "guardiani" della villa, tornati calmi, come se neppure ci fossimo.
<< Entrerò bendata, e con le orecchie tappate, per escludere del tutto i miei sensi. Se per caso dovessi essere nuovamente individuata, sarà vostro compito tentare di proteggermi le spalle...Mike tu hai una pistola giusto? Forse è ora di usarla, tu o Ruari... >>Dallo zaino estraggo un rocchetto di filo da pesca, iniziando a srotolarlo un poco. Lego un'estremità alla vita, e lascio il rocchetto a Ruari.
<< Essendo cieca, potrei deviare dalla strada, oppure rischiare di andare a sbattere contro uno dei mostri. Lasceremo il filo molle, a terra, e se uno dei guardiani dovesse avvicinarsi troppo da rischiare il contatto, o se prendessi la direzione sbagliata, basterà uno strattone, così lo avvertirò...non resta che decidere i segnali... >>Detto questo, strappo un'altro pezzo di stoffa dalla maglia che indosso, ormai ridotta ad uno straccio, e ne faccio una benda per coprire gli occhi. Poi cerco una posizione, la più rettilinea possibile tra l'ingresso del giardino e la porta della villa, valutando la distanza per tentare di percorrere il tutto senza deviare troppo.
<< Non mi sto sacrificando perchè sono pazza... >> sorrido, appena prima di partire
<< ...è che sono la meno adatta a coprire le spalle a qualcuno... Una volta giunta alla porta, proverò a bussare, per vedere se c'è qualcuno che possa tenere a bada i mostri e permettere anche a voi di passare...sennò dovremo rifare la cosa...Uno alla volta, seguendo il filo, mentre gli altri due sempre terranno a bada i mostri... >>Decisi i vari segni da utilizzare per avvertire il rischio di contatto con il mostro, l'attacco di uno o più di loro e la deviazione dal percorso, mi preparo in posizione. Una serie di lunghi respiri, per calmare il battito del cuore, l'attenzione focalizzata esclusivamente a seguire una linea diritta verso la porta della villa e all'avvertire eventuali strattoni al filo da pesca.
<< Mi affido a voi... >> le ultime parole. Forse, veramente, le ultime...
Penso di aver descritto bene l'idea: Maya cerca di oltrepassare, coperta dai due, il giardino. Dati i tappi nelle orecchie sfrutta il filo da pesca per avere indicazioni. Giunta (spero) dall'altra parte, proverà a bussare e vedere se è possibile calmare le bestie. Se non sarà possibile allora uno alla volta anche Mike o Ruari potranno passare, sfruttando il filo da pesca non solo come "avviso", ma anche come guida rettilinea verso la porta, quindi dovrebbero avere meno difficoltà